Affrontare Le Difficoltà Nello Sport

Ogni sportivo, indipendentemente dalle proprie capacità, si è trovato, a un certo punto, a dover superare un problema importante.

Potrebbe essersi trattato del recupero in seguito a un grave infortunio, di un periodo di scarsa forma fisica (che capita a tutti, prima o poi) o della necessità di affrontare un problema personale, cercando di continuare a competere.

Alcuni fattori che possono avere un impatto sulla performance sportiva sono: problemi sessuali, commune di sigarette, alcol, farmaci o stupefacenti, interventi chirurgici, imonnia, disturbi del comportamento alimentare, gravidanza, artrite, neoplasie, sindrome del colon irritabile, pressione sanguigm, palpitazioni, sciatica, problemi alla pelle, ulcere, problemi alla tiroide.

Alcuni problemi di salute possono essere aggravati (o addirittura causati) dalla pratica di certi sport.

Il concetto che alcuni campioni abbiano la vita facile è di solito falso. Ammesso che qualcuno riesca a evitare le lesioni fisiche (anche se, perfino a livello amatoriale, e una circostanza rara), può comunque essere necessario affrontare dei disagi mentali, quali perdita di sicurezza, sfiducia nelle proprie capacità, paura dell’avversario etc.

L’interazione tra problemi fisici e mentali può essere affascinante. Talvolta tutto può iniziare con un banale infortunio, che, siccome non si risolve come vorremmo, comincia a influenzarci a livello mentale.

In altre occasioni, la nostra volontà di ristabilirci può essere così forte, che
ricominciamo a giocare prima di quanto dovremmo. Altri potrebbero giocare nonostante abbiano subito um lesione, sperando che, ignorandola, possa svanire.

La capacità del corpo di gestire il dolore è governata dalla mente. Alcuni permettono a ogni minuzia di influenmrli, mentre altri sembrano reagire in modo completamente diverso.

Naturalmente, ciò si verifica anche al di fuori dello sport. Sir Ranulph Fiennes, nel suo formidabile libro Mind Over Matter, cita il viaggiatore polare Jean-Louis Etienne, che dice: “Quando finisco in una situazione pericolosa, la mia mente e il mio spirito precipitano in una specie di frenesia.

Non permetto alla rabbia o alla frustrazione di sopraffarmi, in queste condizioni, è per il settanta per cento una questione mentale. Fiennes continua dicendo che risposte molto semplici diventano meno facili da mettere in pratica, per la mente, quando il cervello sta ricevendo messaggi costanti di dolore da varie parti del corpo‘ che richiedono che esso si fermi adesso, non molle centinaia di miglia più tardi”.

Poi spiega come lui e gli altri ricorrano all’auto-ipnosi, rechino dei mantra, lascino andare deliberatamente la mente a ruota libera per gestire il problema del dolore.

Nel far fronte al dolore o alla rabbia, il sistema nervoso autonomo e il cervello reagiranno immediatamente, provocando il rilascio di adrenalina e noradrenalina nel flusso sanguigno.

L’adrenalina è un fattore fondamentale, in quanto contribuisce ad aumentare la consapevolezza, a migliorare la concentrazione e ad affrontare i momenti importanti in maniera effîcace.

Alcuni dei suoi effètti possono essere valutati basandosi su frequenm respiratoria, pressione sanguigna, tensione muscolare, frequenza cardiaca, indicatori biochimici, sudorazione delle mani e reazione elettrica della cute.

La maggior parte degli atleti e consapevole di quali siano i propri (e spesso gli altrui) segnali di eccitazione e ansia.

È la nostra percezione della situazione, piuttosto che la sitmzione in sé, che determinerà il nostro livello di ansia ed eccitazione.

Jeremy Gmcott e David Gower sono stati spesso accusati di essere troppo indifferenti, eppure entrambi erano in grado di vincere delle partite 0 di eseguire delle buone performance, quando tutti, intorno a loro, si stavano comportando come “polli senm testa”; il punto chiave è riconoscere e stabilire il nostro caratteristico livello ottimale di eccitazione.

Un’altra diffcoltà che molti sportivi devono affrontare e la paura. Stranamente, ci sono due cose che temiamo: una è il fallimento, l’altra è il successo.

Entrambe queste paure possono essere corrosive, spesso perché gli sportivi non le confesseranno & se stessi o non le accetteranno.

La paura del fallimento può causare un danno enorme all’autostima e alla slim
dei propri pari e può creare dei problemi che possono avere un impatto su altri aspetti della vita.

Un motivo per cui gli sportivi possono temere il successo, è che questo innalza l’aspettativa degli altri nei loro confronti, riguardo all’esito delle prove successive.

“Gli altri” possono essere amici, compagni di squadra, colleghi di lavoro, il manager, l’allenatore, la società e, ovviamente, i tifosi e il pubblico in generale. Tutti cream delle pressioni e ognuno vi risponderà in modo differente.

Per esempio, a molti campioni piace, inizialmente, essere famosi, essere riconosciuti per la strada.

Spesso, & un certo punto, il fascino di questa novità svanisce, per poi essere sostituito da distacco, sospetto, perfino ostilità.

lndipendentemente dal tipo di paura che lo sportivo prova, il risultato ?nale può essere lo stesso: l’abbassamento dei livelli della performance. Il motivo di ciò è che siamo “programmati” per affrontare la paura scappando o evitandola.

La PNL può aiutarci a “riprogrammarci”, in modo tale da poter affrontare direttamente le nostre paure e superarle.

Un’altra difiìcoltà che può presentarsi a ognuno di noi, in qualsiasi momento, e affrontare una perdita della forma psicofisica. È importante riconoscerla e identificare le cause.

Molti giocatori, manager e allenatori sono in grado di riconoscere i segnali di una potenziale perdita di forma, quasi prima che questa cominci a verificarsi.

In genere, lo schema è abbastanza chiaro. Spesso la perdita di forma si verifica in seguito a una pessima performance, che genera, & sua volta, altre difficoltà.

L’aspetto che, riguardo a questo processo, può creare confusione, è che, nonostante ciò avvenga & livello mentale, comporta anche delle manifestazioni fisiche.

L’inquietudine mentale provoca tensione muscolare e incapacità di rilassarsi o di reagire efficacemente, e aumenta le possibilità di accmare un calo della performance o, addirittura, di subire un infortunio.

Una delle questioni fondamentali, riguardo alla perdita della forma psico?sica, &:
l’accettazione.

Di fronte alle difficoltà, molti di noi non ammetteranno il proprio ruolo nella
questione, ma cercheranno, invece, delle cause esterne a cui attribuirla.

Altri assumeranno l’atteggiamento opposto e accumuleranno sulle loro spalle sempre più responsabilità. In ogni caso, il risultato è lo stesso: un ulteriore calo della forma e della performance.

E semplicemente impossibile giocare dando il meglio di sé in ogni momento. L’abilità consiste nel ridurre, in termini di entità e durata, le carenze che si possono manifestare e, allo stesso tempo, nell‘incrementare i livelli di picco della performance.

La mente è in grado di fare qualsiasi cosa, compreso fare trucchi e scherzi negativi. Un pessimo rendimento in una partita di cricket, un paio di gol mancati, alcuni servizi mediocri, creano tutti i presupposti per uno scivolone nella performance.

Fortunatamente, la mente è anche capace di fare trucchi e scherzi positivi, che ci permettono di divertirci, mentre superiamo delle diffcoltà.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *