Tutto Il Sapere Degli Sport D’Acqua

Dire che il turismo nautico in italia è pressocchè sconosciuto non è forse dire la verità; ma in gran parte la constatazione un poco amara ha fondamento positivo.

È vero che gli sports del nuoto e del remo nel nostro paese così nodoviziosamente ricco d’acqua, hanno dei cultori appassionati; è vero altrettanto però che la severa tecnica di questi sports, quella sola che può condurre a risultati notevoli, è pressochè sconosciuta.

Noi siamo degli improvvisatori e mirabili energie della nostra gioventù che si sente attratta allo sport sembrano fatte per scomporsi, prodigarsi nella smania del successo immediato piuttosto che raccogliersi, prepararsi, agguerrirsi nell’allenamento lungo, coscienzioso, severo e paziente, nello studio che pare e non è sterile, condizioni che, se sono indispensabili in ogni altro ramo, essenziali addirittura divengono per quel che riguarda gli sports dell’acqua : il nuoto e il remo.

Nuotare o remare, fortunatamente, quando non raggiungono le forme dure e severe che hanno altrove, specialmente in Inghilterra, restano sempre motivo di divertimento e di svago.

Ma, sportivamente parlando. richiedono una preparazione tale che non tutti hanno l’animo di compiere. Appunto perchè si svolgono in quel sano, piacevole, affascinante elemento che è l’acqua, questi sports innamorano rapidamente, ma con altrettanta rapidità forse vengono abbandonati dopo che il bagnante è divenuto nuotatore e l’inesperto è diventato non tanto un buon canottiere quanto un discreto rematore, mentre è l’esercizio ininterrotto quello che permette di conseguire i risultati migliori.

Nuoto e canottaggio aggiungono ai vantaggi comuni di tutti gli sports che si fanno sotto il sole, all’aria aperta, quello di praticarsi sull’acqua, specialmente se marina, la cui azione benefica sarebbe superfluo magnificare.

Ma questo fatto, che è il loro pre- gio, molte volte costituisce il motivo principale per cui, dopo qualche tentativo dilettantistico, i più si affrettano a prendere tutto ciò che nel nuoto’ e nell’arte del remo vi è di bello e di divertente, trascurando quello che in apparenza è pedantesco, noioso, faticoso; in questo modo si può divenire degli appassionati bagnanti che nuotano o dei discreti rematori per ogni occorrenza, ma non si raggiungerà quella perfezione che nel nuoto o nel canottaggio sono difficili a toccarsi, ma rappresentano poi la fonte di tante soddisfazioni.

Specialmente la forma aristocratica del yachting è quella che può attrarre di più e che può procurare le gioie maggiori. Scorrere veloci sulla superficie di un fiume, di un lago, meglio, del mare, rappresenta realizzare un ideale meraviglioso, attingere ad una soavissima poesia.

II canto dell’acqua, le sue luci, le sue spume, la sua tranquillità o le sue collere, la quiete e la tempesta, l’alba, il meriggio, i tramonti sopra il suo specchio hanno un fascino che veramente intender non lo può chi non lo prova.

La terra coi suoi paesaggi, la stessa a- ria con la sua sconfinata e silente ampiezza non possono dare i brividi di piacere che procura l’elemento liquido e che cagionano quindi i suoi sports.

Si aggiunga che gli sports dell’acqua sono tali per cui nulla va perduto: essi costituiscono un’ armonia meravigliosa tra lo sforzo e l’effetto, danno la vigoria e la salute, accompagnano sempre l’utilità alla fatica, ripagano sempre ad usura coloro che li scelgono e li esercitano, traducendosi immancabilmente in un beneficio sommo della forza e della bellezza fisica.

Il nuoto e il remo non richiedono attitudini o conoscenze speciali: domandano solo una bontà d’animo schiuso alla bellezza, all’armonia, alla voce della natura che ha imposto all’uomo di navigare nella vita, un pelago sulle rive del quale, come ha detto un grande scrittore, non bisogna restare inoperosi a guardare, ma entro cui bisogna trovare il coraggio di tuffarsi verso l’altra sponda.

Heine ha scritto che nella vita c’è sempre « un altra sponda che ci aspetta » e il nuoto ed il remo possono condurvici.

Si può morire in un bicchie- re d’acqua, ma davanti alla sconfinata distesa del mare, l’unico senso di noi che rimane è il desiderio di avventurarci, di procedere, di vincere, di non sommergerci, come nella vita vera.

Il nuoto e il canottaggio danno veramente questo senso di superiorità dell’uomo che raccoglie in uno sforzo armonico e disciplinato le virtù del suo cervello e del suo corpo per domare sotto di sè l’elemento più infido ed instabile; come esercizio inoltre presentano una prerogativa che è di pochissimi sports e forse di nessuno : quella di non affaticare mai, di non deprimere in alcun modo l’organismo, ma di tradurre in tutto vantaggio del corpo ogni più piccolo sforzo, contribuendo a dare a coloro che lo scelgono e lo praticano, oltre la gioia, la più matura possibilità della vita.

Per cui non sarà mai abbastanza consigliato ai giovani specialmente di nuotare e di remare.

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